25 lug 2011

Beppe Grillo e la pensione di Veltroni

Per qualche giorno si è parlato della pensione di Veltroni dopo un post di Beppe Grillo. Il “democristiano-comunista” , da quasi venti anni in parlamento, giornalista, pseudoscrittore e fautore del Partito detto Democratico, ha smentito la notizia.
Guarda il video che riepiloga in 3 minuti la vicenda e spiega chi ha ragione tra i due: sbagliano entrambi. Non ha ragione Grillo perché i dati da lui menzionati, che come ha specificato lui stesso nel post sono ripresi dall’ “Espresso”, sono vecchi, precisamente del 2007; ma non ha ragione nemmeno quel furbo di Veltroni che non ha ricordato di averla presa la pensione, quando non era deputato e quando prendeva anche lo stipendio di sindaco… Ha ricordato solo di essere favorevole a minori costi della politica: a parole sono tutti bravi.
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Adesso si spiegheranno i due approfondimenti menzionati alla fine del video

1) Come funziona, attualmente, la "pensione" per i parlamentari?
Fonti:http://www.senato.it/composizione/21593/132051/genpagina.htm
http://www.camera.it/383?conoscerelacamera=4
Assegno vitalizio
Il Regolamento per gli assegni vitalizi prevede che il Senatore cessato dal mandato riceva tale prestazione a partire dal 65° anno di età, purché abbia svolto il mandato parlamentare per almeno 5 anni. Il limite di età è ridotto di 1 anno per ogni anno di mandato effettivo oltre il quinto, fino al limite inderogabile di 60 anni.


A tal fine il Senatore versa ogni mese una quota dell'indennità lorda - l'8,6 per cento, pari a 1.032,51 euro - e facoltativamente una quota aggiuntiva per la reversibilità (il 2,15 per cento pari a 258,13 euro).

Lo stesso Regolamento prevede la sospensione del pagamento del vitalizio qualora il Senatore sia rieletto al Parlamento nazionale ovvero sia eletto al Parlamento europeo o ad un Consiglio regionale. Tale sospensione è stata estesa - con la riforma approvata dal Consiglio di Presidenza nel luglio 2007 - a tutti gli incarichi incompatibili con lo status di parlamentare, agli incarichi di Governo e a tutte le cariche di nomina del Governo, del Parlamento o degli enti territoriali, purché comportino un'indennità pari almeno al 40 per cento dell'indennità parlamentare lorda.

Nel contesto della medesima riforma regolamentare è stata approvata la nuova tabella relativa alla misura degli assegni vitalizi, che è entrata in vigore con la XVI legislatura. In base a tale tabella l'importo dell'assegno vitalizio varia da un minimo del 20 per cento a un massimo del 60 per cento dell'indennità lorda, in proporzione alla durata del mandato, e si calcola tenendo conto solo degli anni effettivamente svolti (in precedenza gli assegni variavano da un minimo del 25 per cento a un massimo dell'80 per cento dell'indennità lorda).



Assegno vitalizio

Il deputato versa mensilmente una quota - l'8,6 per cento, pari a 1.006,51 euro - della propria indennità lorda, che viene accantonata per il pagamento degli assegni vitalizi, come previsto da un apposito Regolamento approvato dall'Ufficio di Presidenza il 30 luglio 1997 e successive modificazioni.

In base alle norme contenute in tale Regolamento, il deputato, dopo 5 anni di mandato effettivo, riceve il vitalizio a partire dal 65° anno di età. Il limite di età diminuisce fino al 60° anno di età in relazione agli anni di mandato parlamentare svolti.

L'importo dell'assegno varia da un minimo del 20 per cento a un massimo dell'60 per cento dell'indennità parlamentare, a seconda degli anni di mandato parlamentare.

Il Regolamento prevede infine la sospensione del pagamento del vitalizio qualora il deputato sia rieletto al Parlamento nazionale ovvero sia eletto al Parlamento europeo o ad un Consiglio regionale. La sospensione del pagamento dell'assegno vitalizio è inoltre prevista nel caso in cui il titolare del vitalizio assuma cariche pubbliche che prevedano una indennita' il cui importo sia pari o superiore al 40 per cento dell'indennita' parlamentare; alla sospensione non si procede qualora l'interessato opti per l'assegno vitalizio in luogo dell'indennita'.





2) Quanto guadagna Veltroni?
Tutti i parlamentari sono tenuti a depositare la loro dichiarazione patrimoniale, ma pubblicarla online è facoltativo. Veltroni non l’ha resa pubblica online:


http://www.openpolis.it/dichiarazioni_patrimoniali
Le dichiarazioni patrimoniali dei Parlamentari
Elenco aggiornato dei parlamentari che hanno dato il consenso alla pubblicazione online della dichiarazione patrimoniale personale (beni mobili e immobili, redditi e spese elettorali).
Tutti i senatori e deputati sono tenuti a depositare la dichiarazione patrimoniale e aggiornarla ogni anno, ma la stessa legge che prevede questo obbligo (la n.441 del 1982) stabilisce anche che queste informazioni siano raccolte in un apposito Bollettino che è consultabile solo presso la Camera o il Senato.
Dunque i dati sono "pubblici" ma non pubblicabili online, se non con l'assenso del singolo parlamentare.
Grazie all'iniziativa dell'On. Rita Bernardini ora per i parlamentari che lo desiderano è sufficiente compilare un modulo perché gli uffici inseriscano la dichiarazione nella pagina web del parlamentare. Quando questo avviene il nostro elenco si aggiorna automaticamente.
Sarebbe utlile se le Regioni e gli enti locali adottassero la stessa procedura ...
Hanno finora dato il consenso alla pubblicazione della dichiarazione patrimoniale 123 parlamentari su 945 (13.02%).
Politico Cariche elettive in corso Scarica le dichiarazioni patrimoniali
ADAMO Marilena
» Senatore (Gruppo: PD)
2011 | 2010 |2009 | 2008

ALESSANDRI Angelo
» Deputato (Gruppo: Lega)
» Consigliere Consiglio Comunale Reggio nell'Emilia (RE) (Lista di elezione: Lega) 2010 | 2009 |2008

APREA Valentina
» Deputato (Gruppo: PdL)
2010 | 2009 |2008
(...)




Quindi non possiamo sapere adesso con precisione quanto guadagna Veltroni. Possiamo però dire che un deputato in media costa circa 15000 euro al mese, almeno FONTE CAMERA: http://www.camera.it/383?conoscerelacamera=4.

Possiamo anche dire che, stando a quanto riportato da diverse testate nazionali, nel 2009 Veltroni era secondo, tra i leader, solo a Berlusconi con quasi 500000 euro dichiarati. http://www.iltempo.it/2009/03/24/1005273-berlusconi_ricco_guadagna_meno.shtml
al secondo posto Veltroni con 477.778 euro
BERLUSCONI È IL PIÙ RICCO, MA GUADAGNA IL 90% IN MENO
Il premier due anni fa ha denunciato 14,5 milioni di euro, nel 2006 oltre 139. E tra i presidenti Schifani "batte" Fini.”


Stessa situazione (primo e secondo posto per l’imponibile) nel 2007 quando il quotidiano “La Repubblica” spiegava che molti soldi arrivavano dai diritti dei suoi libri… Vere perle! Quei mattoni di libri ve li consiglio per il camino. http://www.repubblica.it/2009/03/sezioni/politica/redditi-parlamento/redditi-parlamento/redditi-parlamento.html
“Pubblicate le dichiarazioni di deputati e senatori relative al 2007: tra i leder di partito
Veltroni subito dopo il Cavaliere grazie ai diritti sui libri; per Fini "appena" 105 mila euro”


Grillo forse è stato troppo audace nel riportare dei dati senza aver controllato nemmeno le date delle pensioni, ma Veltroni non è stato intellettualmente onesto perché non ha ricordato l’intera vicenda. Ma tanto il primo catto-comunista istituzionalizzato non di sinistra, ma “democratico” –avoglia!- , della seconda repubblica è con la coscienza a posto: dice che ha mandato tutto in Africa…

Paolo Maria Addabbo


AGGIORNAMENTI 25LUGLIO23:52: nel pomeriggio, quindi dopo la repubblica dei pomodori, è stato pubblicato un articolo sull'Espressohttp://gilioli.blogautore.espresso.repubblica.it/2011/07/25/veltroni-grillo-la-pensione/comment-page-1/Il database menzionato nel video è stato cambiato ancora:http://www.facebook.com/photo.php?fbid=223701301000041&set=a.167624943274344.27030.100000805191779&type=1&theater






POSTILLA FILOLOGICA Postilla filologica 26 luglio 2011
“La Repubblica dei Pomodori”, un blog con scarsissimissimi mezzi ma davvero indipendente da qualunque potere, si è occupato della pensione di Veltroni e del relativo post di Grillo. Il 25 di notte veniva pubblicato un video e un post che mostrava, oltre alla sintesi della vicenda, anche l’aggiornamento del database da cui Grillo prendeva spunto http://larepubblicadeipomodori.blogspot.com/2011/07/per-qualche-giorno-si-e-parlato-della.html
Alle 6 l’articolo era stato aggregato, con mio stupore, su “tze tze” http://www.facebook.com/photo.php?fbid=152396391503075&set=a.151995774876470.38567.149046398504741&type=1&theaterche con circa 500 visualizzazioni, misere ma tutte sudate (e temgo a precisare che il blog non lucra e non conta nemmeno su mezzi come Adsense), ha portato la metà del flusso di accessi in un giorno rispetto a tutto il periodo precedente di attività (da dicembre 2009)…E’ anche una dimostrazione che, nonostante un blog sia quasi totalmente “non seguito” e curato di rado, nonostante gli incombenti problemi dell’indicizzazione, può riuscire a divulgare una notizia nel momento giusto dopo che molto se ne è chiacchierato su stampa e web. Insomma un piccolo ma importante successo per un blog poco curato e molto ambizioso.
Il blog ha dato la notizia prima di uno dei protagonisti della vicenda (l’Espresso): alle 15 e 25 di ieri (dopo una serie di aggiornamenti del database dell’Espresso che ha tratto in inganno Grillo –documentati dal blog, compreso l’ultimo http://www.facebook.com/photo.php?fbid=223701301000041&set=a.167624943274344.27030.100000805191779&type=1&theater-) è stato pubblicato l’articolo sul blog “Piovono Rane”: http://gilioli.blogautore.espresso.repubblica.it/2011/07/25/veltroni-grillo-la-pensione/comment-page-1/ -.
Forse non interesserà la “vicenda” filologica, ma forse quella della pensione di Veltroni sì: nell’articolo della Repubblica dei Pomodori si analizzano ulteriori aspetti, tralasciati dal breve post di Gilioli: per esemio le correzioni dell’Espresso sul databse, i conti in tasca al “pensionato in standby” Veltroni, la “fretta” di Grillo che gli ha fatto fare un “minipost” “ceco”, come il figlio della gatta frettolosa, il meccanismo “attuale” (non quello di cui ha beneficiato Veltroni) che regola l’assegno vitalizio ecc...
Grazie dell’attenzione.

Paolo Maria Addabbo

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