03 giu 2014

Borghezio alla sbarra e la marcia su Roma

Se la stampa mette in risalto qualcosa di non gradito, bisogna fare di tutto per attirare l'attenzione su un altro evento: sembra essere una tattica comunicativa tanto semplice quanto efficace...

Il leghista Mario Borghezio  è sotto processo per degli insulti contro l'etnia rom al programma radiofonico "La Zanzara" rilasciate lo scorso Aprile.
Un mese fa, prima delle elezioni europee, aveva anche "marciato" su Roma dopo essersi candidato nella circoscrizione del centro-Italia, facendo passare in secondo piano, almeno per un po', la notizia del rinvio a giudizio. Intanto ha chiesto anche l'immunità per le motivazioni politiche che cancellerebbero l'accusa di diffamazione aggravata dall'aver diffuso idee che favoriscono l'odio tra i popoli, dato che è stato rieletto nell'europarlamento, anche se non più nel gruppo dell' EDF da cui, per la seconda volta nella sua carriera di europarlamentare, fu espulso in occasione degli insulti razzisti con tanto di paragone ad un orango verso il ministro Kyenge l'anno scorso, ingiurie rinnovate pochi giorni fa dichiarando che ha avuto rapporti con prostitute congolesi: <>.

LA MARCIA SU ROMA
Dopo aver detto che non è vero che ce l'ha con i terroni e che molti di noi appoggiamo pure le sue battaglie, tra una stretta di mano con un timido e stranito macellaio marocchino di Pontederauna sfida a colpi di cartelloni con l'ex ministro per l'integrazione si è recato più volte a Roma dove si era candidato per <> anche in altre parti d'Italia, e trovando anche il consenso di Casapound che lo ha votato: il celto-padano di razza pura con una faccia mezza-terrona ha modificato il ritrito motto, per l'occasione, non dimenticando la pace fatta tra latini e galli: <>; è andato alle "China Town" capitoline, l'Esquilino e Tor Pignattara, dove ha distribuito pane agli "ITAGLIANII!", scannerizzando con scrutare littortio la fisiognomica dellea facce loro e chiedendo documenti di identificazione per essere sicuro che non fossero mescolati a lignaggi negro-asiatici ma fiori latino-celtici della pianta italo-ariana, e che non ardissero nemmeno lontanamente a ritirare la preziosa vettovaglia per desitinarla alla disgraziata borsa nera e a sudici ventri (questa parte sottolineata è ovviamente sarcastica, ma co' Borghezio nunze sa mai!). Si è fatto poi cacciare in malo modo dai genitori degli alunni dalla scuola elementare Pisacane e ha fatto un'incursione veloce al capodanno bangla; ha promesso che andrà ad abitare a Settecamini per chiudere il centro di accoglienza per migranti appena aperto; e lui che di esoterismo druido-padano, alieni, arcate e logge si è sempre interessato, ha chiuso il comizio alla porta magica in piazza Vittorio, nota anche come porta Alchemica,

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